venerdì 15 dicembre 2017

#aiutiamoadaiutare Servono coperte, pappe e medicinali per Gli angeli randagi del Vesuvio



Oggi voglio parlarvi di un'associazione nella quale mi sono imbattuta casualmente - chiamata per un preaffido - e che mi ha permesso di conoscere Margherita, una donna partenopea e passionale quando si tratta di animali, costretta a convivere con la crudeltà e l'ignoranza nei confronti dei nostri amici a 4 zampe, due forme di biocentrismo estremo che spesso lasciano vittime e sangue innocente sul proprio cammino.

L'associazione in questione si chiama Gli angeli randagi del Vesuvio e, come immaginerete dal nome, si tratta di una realtà che si trova ad operare in una di quelle zone d'Italia note per non essere così tanto pet friendly come vorremmo.

Qui vengono recuperati cani provenienti da abbandono, maltrattamenti (al cane, che vedete nella foto qui a sinistra, è stato sparato sul muso e ora cerca casa), canili lager e molto altro ancora.

- Amy in cerca di casa - 
E, sempre qui, i volontari fanno di tutto affinché queste povere anime possano trovare finalmente un pò di pace e serenità, in attesa di una famiglia che le tenga con sé per sempre (perché un'adozione è per sempre e su questo non si discute).

Al rifugio servono pappe, coperte, vermifughi, medicinali, teloni impermeabili e quant'altro generalmente è indispensabile per prendersi cura dei nostri piccoli amici a quattro zampe.

Con l'inverno, ormai entrato a pieno regime, la vita in un rifugio non è facile.

Il freddo pungente spesso va ad intaccare fisici già minati nelle loro salute, quindi aiutare chi sta dando tutto se stesso per questa causa dovrebbe essere per tutti un dovere morale, prima ancora che una scelta dettata dal cuore.

Per donazioni potete contattare tramite whatsapp i numeri che vedete in alto:

Margherita: 346.7540713
Vincenzo: 339.1276774
Raffaella: 329.0846943.





giovedì 14 dicembre 2017

Serial killer dei gatti di Roma, una storia dalle tinte sempre più fosche



Sembra proprio non si riesca a mettere la parola fine a questa storia della serial killer dei gatti a Roma. Tutti sanno chi è, tutti sanno dove abita, tutti sono a conoscenza della sua patologia psichiatrica, che la spinge all'accumulo compulsivo di oggetti e di animali, eppure nessuno fa nulla. O meglio le istituzioni stanno là e non fanno nulla di decisivo, mentre i volontari continuano ad investire tempo e risorse individuali per trovare una soluzione.

Dopo numerosi sollecitazioni da parte dei cittadini (eh sì perché non dimentichiamolo, i volontari sono in primis dei cittadini), qualche giorno fa, dunque, nuovo blitz in casa della donna, che tuttavia non era presente, avendola vista qualcuno allontanarsi in tutta tranquillità dalla propria abitazione verso le 7.30 del mattino con due bustoni, con un intervento programmato per le 8.00. Strana coincidenza indubbiamente, ma fin qui non entriamo ancora in pensieri maliziosi.

La porta viene, quindi, aperta con la forza e all'interno della casa degli orrori viene rinvenuto un solo gatto (che vedete nella foto in alto). Dove sono finiti tutti gli altri? La donna li ha uccisi e poi si è sbarazzata dei loro corpi (ma questo modus operandi non è completamente in linea con il suo disturbo) oppure qualcuno l'aveva avvisata e, dunque, ha spostato al momento i gatti?

In ogni caso si sgombera la casa, ma nulla viene fatto nei confronti della sua occupante. Niente TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), niente ASO (Assistenza Sociale Obbligatoria), nulla di nulla. E, allora, perché procedere con questo intervento?

zooplus.itForse per tacitare gli animi, visto che, nei giorni precedenti, era stato programmato un flash mob da parte dei volontari sotto la casa della donna per il 9 dicembre, poi revocato proprio in attesa dell'intervento istituzionale?

E veniamo al gatto salvato. Come da normativa, l'animale, una volta recuperato, viene portato da una guardia zoofila (quindi un agente di polizia giudiziaria) a Muratella e qui viene rifiutato. Ossia, un'altra istituzione comunale (sempre e comunque pagata con i soldi di noi contribuenti) si rifiuta di fare il proprio dovere e il povero gatto - caso mai non bastasse quello che avrà subito fino ad ora in balia di una persona psichiatrica -  è costretto ad andare prima a casa di una volontaria, per essere poi trasferito in un'oasi, a spese dei privati.

Ora la domanda è: perché il gatto non è stato accettato a Muratella? Altra coincidenza che venga rifiutato proprio un gatto proveniente dalla casa degli orrori?

Chi come me è appassionato di criminologia sa bene che una coincidenza di per sé è già strana, ma due non sono ammissibili in alcun modo.

Qui ci sono troppe coincidenze. Senza contare l'allontanamento della donna dalla propria abitazione, esattamente poco prima dell'arrivo delle Forze dell'Ordine.

Perché nessuno fa nulla in questa storia? Perché si continuano a sprecare risorse pubbliche per mettere in scena degli interventi, che non hanno nulla di concreto al loro interno, se non la voglia di apparire.

E, a proposito di quest'ultima, tralascio la mia personale opinione verso tutti coloro che sono apparsi in questi giorni per dire come sono stati bravi in questa storia...Ma bravi in cosa? Gente che fino ad oggi non si è mai vista e che ora scende in campo tentando di prendersi i meriti. Che povertà d'animo!!!

E così ora quale sarà la prossima mossa?

La donna continuerà a prendere gatti, ceduti probabilmente da chi ancora non ha capito che la sterilizzazione è un dovere morale ed etico e non un di più, per cui fa accoppiare gli animali e poi regala i cuccioli al primo, che incontra! E se il primo che passa è lei, il destino per quest e povere anime è già segnato.

I volontari continueranno a portare avanti la loro battaglia in prima linea, senza mai arretrare, come fanno da anni.

E le istituzioni? Continueranno a fare da spettatori silenti? Ma dove sono i servizi sociali? Dove l'amministratore di sostegno della donna? Dove, soprattutto, il DSM (Dipartimento di Salute Mentale)? Possibile che serva la tragedia per far smuovere qualcuno?

E il  mondo animalista continua a seguire ogni giorno questa vicenda, sempre più con ansia crescente. Ormai tutti aspettiamo la parola FINE e, a questo punto, davvero non si può e, soprattutto, non si vuole tornare indietro.

Questa donna va fermata!!!

mercoledì 13 dicembre 2017

Appello, adozione di coppia per Lilla e il suo piccolino nato in canile



Lilla e il suo piccolino hanno bisogno di una mamma e del calore di una casa urgentemente. Qualcuno sarà in grado di donare loro un Natale diverso, ma soprattutto una vita diversa prima che il piccolino muoia?

Oggi vi presento Lilla e il suo piccolino, nato in canile. Non sono uno splendore?

zooplus.itLa loro vita è davvero in pericolo, soprattutto quella del piccolino, che difficilmente potrà resistere in un inferno, come quello in cui al momento si trovano. Si intravede già con difficoltà nella foto, protetto tra le zampe di Lilla, come potrà cavarsela in un box?


Per loro serve un'adozione di coppia, urgente e con il cuore. Tre elementi non semplici da coniugare, ma neppure impossibili.

Di seguito vi riporto l'appello integrale dei volontari, che stanno seguendo questa storia:
"Lei è LILLA, mammina dagli occhi dolcissimi. Lilla è una mix welsh corgie di circa 3 anni, una botoletta di piccola taglia alta solo 30 cm, con le zampette corte e storte tipiche della razza corgie. Lilla è entrata in canile poche settimane fa incinta ed ha  partorito il topolino nero che si vede tra le sue zampe.
Ora, ci pare ovvio che i due devono uscire immediatamente da quel box, un cucciolino così piccolo non può certo crescere nel cemento, che tra l'altro di notte diventa gelido. Ma noi proprio non abbiamo più risorse per mettere i due in rifugio. Per questo chiediamo un'ADOZIONE URGENTE. Lilla è piccolina, prende poco spazio ed oltretutto è bellissima e buona come il pane ed il suo piccolo, se sopravviverà,  merita di crescere altrove. Quindi aiutateci a trovare loro una famiglia!

I due sono sono a a Caserta e si affidano, chippati e vaccinati al centro nord solo a persone affidabili, solo con controlli pre e postaffido, regolare adozione, obbligo di sterilizzazione e disponibilità a restare in contatto con noi nel tempo.
PER INFO scriveteci all'indirizzo ambraegiulia@gmail.com
compatibilmente con i nostri impegni di lavoro, RISPONDEREMO A TUTTI APPENA POSSIBILE".
Non credo servano altre parole se non la richiesta di far uscire entrambi dal canile il prima possibile.

E, come sempre, se non potete adottare, condividete fin quando l'appello raggiungerà la persona giusta per far sì che il sogno di Lilla e del suo piccolino possa diventare realtà.



giovedì 7 dicembre 2017

ANNULLATO il flash mob per la serial killer dei gatti a Roma



Sembra che ci siano delle novità in vista sulla vicenda della serial killer dei gatti a Roma!

Di conseguenza il flash mob previsto per sabato 9 dicembre è stato annullato.

Restiamo tutti in attesa di sapere cosa accadrà nei prossimi giorni, sperando che questa vicenda giunga finalmente a termine.

Non appena ci sarà qualche novità, verrà immediatamente pubblicata.

mercoledì 6 dicembre 2017

Flash mob per fermare la serial killer dei gatti a Roma. Sabato 9 dicembre non mancate


Fonte: Veggie Channel


Appuntamento per tutti sabato 9 dicembre alle ore 15.00 a Roma, in Via Lavinio angolo Via Ardea, in occasione del flash mob organizzato per fermare la serial killer dei gatti.

In questi ultimi giorni davvero qualcosa si sta smuovendo e questa è l'ultima iniziativa, in ordine temporale, promossa dal popolo animalista per scrivere la parola FINE ad una vicenda che va avanti da tantissimi anni.

zooplus.it
Anche il TG3 regionale ne ha parlato lo scorso sabato nell'edizione delle ore 14.00 ed ora si vogliono fatti, perché le parole scorrono da troppo tempo, senza esito.

Il benessere dei gatti, che questa donna detiene ed uccide, è quello che noi tutti chiediamo e lo chiediamo ora con la nostra presenza.

Quindi è fondamentale essere in molti, passare parola e far vedere che la richiesta di prendere provvedimenti non è un capriccio di qualche folle animalista, ma la giusta ed eticamente corretta pretesa di chi ama e rispetta gli animali, ne riconosce valore e sensibilità, ne tutela la salute e il benessere e, dunque, vuole risposte da parte delle istituzioni.

Inoltre, la nostra presenza è un dovere morale per testimoniare la nostra solidarietà anche a quei volontari che dal 2011 seguono questa vicenda, senza aver mai smesso di crederci, senza mai indietreggiare di un passo malgrado tutto e tutti.

Per saperne di più esiste anche un evento facebook.

Nuova indagine shock di Animal Equality. Animali macellati ancora coscienti e poi gonfiati usando un compressore (PETIZIONE)


Fonte: Animal Equality Italia

Un vero e proprio macello degli orrori quello in provincia di Viterbo, al'interno del quale i volontari di Animal Equality Italia hanno condotto la loro ultima investigazione.


Ovini e caprini macellati quando erano ancora coscienti e poi gonfiati, sempre da vivi, mediante l'impiego di un compressore.

Queste le immagini riprese dalle telecamere installate di nascosto dagli attivisti di Animal Equality Italia nel corso della loro ultima indagine all'interno di un mattatoio.

Immagini e video duri, che davvero si fa fatica ad osservare fino in fondo senza lasciarsi sopraffare dall'orrore.

Qui la morte fa davvero da protagonista e lo fa nella sua espressione più crudele. Nessun rispetto per la vita di questi poveri animali, ma, al contrario, crudeltà efferata, che davvero diventa intollerabile agli occhi di chi osserva.

Proprio per questo Animal Equality Italia ha lanciato una petizione, che potete trovare a questo link e che chiede norme di legge incriminatrici nei confronti di coloro che maltrattano gli animali durante le fasi di stordimento e di uccisione degli animali.

Dure le parole di Matteo Cupi direttore esecutivo di Animal Equality Italia. «Se si vuole aiutare concretamente gli animali, è necessario evitare il consumo di carne o quantomeno ridurlo. Tuttavia, è inammissibile che in una società civile non esistano leggi che puniscano severamente chi tortura gli animali di proposito e senza alcuna necessità. È necessario sollecitare i decisori politici a prendere misure immediate e concrete, volte a prevenire le atrocità che avvengono ogni giorno nei mattatoi italiani
zooplus.itAl momento questo macello non è più operativo, chiuso per fallimento (sarà il karma?), ma il problema non è risolto. In quante altre strutture italiane perpetreranno le stesse atrocità sugli animali?
E, soprattutto - mi chiedo -, una volta viste queste scene come si fa a continuare a nutrirsi con la carne, con la sofferenza di altri esseri viventi, con il loro dolore e il loro orrore?
Io ogni volta rimango impietrita e faccio una gran fatica a leggere fino in fondo gli articoli e i reportage, ma spero che, divulgando attraverso il blog, posso essere d'aiuto a far conoscere quanto accade e, quindi, poi vado avanti. 
Ma nutrirsi con queste vittime innocenti è ben altro. Significa aver perso il contatto con la nostra parte più umana in senso stretto, con la nostra empatia, con la nostra capacità di pietas nei confronti delle creature più deboli. 
Ed ora a Natale la strage si intensifica. Speriamo che quest'anno le coscienze siano più sensibili e pronte per farsi un regalo speciale: salvare una vita! Perché i piatti del cenone possono essere riempiti di tantissime pietanze buone e non necessariamente di provenienza animale (ricordo che sì, anche i pesci sono animali!!!)...
Scegliamo il cuore allo stomaco e allora sì sarà Natale per tutti!




martedì 5 dicembre 2017

Lieto fine - Leia e Karim adottati



Ebbene si, un altro lieto fine. Vi ricordate di Leia e Karim, i due cagnoloni anziani di cui vi ho parlato qualche tempo fa? Per loro speravo in un doppio miracolo e sembra proprio che, questa volta, ci sia stato.

Infatti, sono stati entrambi adottati! Una notizia bellissima, anche perché vista la loro mole importante e la loro storia pochi avrebbero scommesso su un lieto fine e, invece, ce l'hanno fatta.



Buona vita piccolini e speriamo che adesso possiate godervi il resto della vostra esistenza circondati da tantissimo calore e infinito amore.

E' Natale per tutti...ora lo sarà anche per loro!