venerdì 28 luglio 2017

#aiutiamoadaiutare Abbandonata da cucciola in canile e dopo 5 anni ancora là...non è ora di farla uscire?



Sono 5 anni che se ne sta là in canile, in quell'angoletto grigio, probabilmente ormai convinta che per lei non ci siano possibilità, che nessuno verrà mai a tirarla fuori di là per darle una casa ed una famiglia.

Questa è Amalia, che da cucciola in poi non ha mai conosciuto il calore di una dimora vera, la morbidezza di un materasso e la gioia di avere una ciotola sempre piena al rientro dalla passeggiata.

zooplus.it

Ed è per questo che vi sto scrivendo proprio di lei, perché credo che sia giunto il momento di farla uscire, di donarle un sogno chiamato AMORE!

L'appello integrale, scritto dai volontari e riportato qui di seguito, vi racconterà la storia di un abbandono, come ce ne sono tantissimi, e di un povero cucciolo che, senza né colpa, né peccato si è ritrovato d'improvviso in una gabbia...colpevole solo di essere nato.

Ecco cosa ci raccontano:

"Ormai AMALIA la conosciamo bene, sono anni che le facciamo visita, sempre nello stesso box, sempre da sola...ed è la da quando aveva solo 6 mesi povera stella. 

Questo mese Amalia compie 5 anni...ed in questi anni abbiamo fatto più appelli per lei, ma non abbiamo MAI ricevuto una richiesta. 

Non ci spieghiamo perchè, visto che è una cagnolina  bellissima con due occhi splendidi, è una taglia media, sui 50 cm. 

E' vero, è molto spaventata, ma buonissima, bastano pochi minuti in sua compagnia e qualche biscottino ed acquista fiducia e si fa accarezzare. Non si può condannare se dopo aver passato tutta la sua vita in gabbia sia così timorosa e diffidente, ma sappiamo che basterebbero un pò di pazienza e tante coccole per fare uscire tutta la dolcezza che ha dentro. 

Noi ci proviamo ancora, non vogliamo arrenderci, Amalia merita davvero una possibilità!

PER INFO: ambraegiulia@gmail.com".


Dalle foto viene già voglia di andarle vicino, farle una carezza e sussurrarle che non tutti gli esseri umani sono uguali, che esiste anche per lei una speranza e che quella speranza ha un nome ed un cognome ed uno spazio pronto ad accoglierla.

Quindi massima condivisione, perché in estate le adozioni sono centellinate, ma quelle che vengono fatte sono di gente realmente motivata ad iniziare un percorso di vita a fianco di un amico a 4 zampe, per cui sono un patto per la vita.


Sabrina Rosa



giovedì 27 luglio 2017

Nuovi incendi a Castefusano. Tre focolai oggi e "Un pino a Castefusano!" continua ad essere un punto di riferimento fondamentale per tutti noi

- Foto tratta da Il Messaggero -


Brucia ancora, brucia senza tregua e senza possibilità di scampo per alberi ed animali indifesi la pineta di Castelfusano.

Ancora nuvole dense di fumo nero, che si sollevano oscurando il cielo di un'estate, che sembra aver perso il suo entusiasmo, almeno in questa parte di Roma.

Questa volta sembra siano tre i focolai roventi, che stanno devastando altri spazi verdi. Uno nel cuore della pineta delle Acque Rosse, uno nell'area di Pianabella e l'ultimo a Via Tancredi, nella pineta di Castelfusano.

L'elicottero è di nuovo in volo, facendo una staffetta senza tregua per arrivare a gettare acqua su un fuoco, che davvero sembra non voler finire...

E, così, anche questa giornata avrà le sue vittime sacrificali, che chiedono solo di essere lasciate in pace in quella che è la loro casa, il loro rifugio, il loro mondo verde, che lentamente sta trasformandosi in cenere e resti di alberi e piante.

Ma le istituzioni dove sono? Leggo qua e là commenti di "illustri" politici che propongono di far intervenire sempre un qualcuno, che poi non si vede mai, e che non fanno altro che rimpallarsi le responsabilità. E' colpa di quelli di prima...no è colpa di quelli di adesso...ma non è questo il punto.

Qui c'è un problema e bisogna intervenire e in fretta!

Ancora una volta i volontari del gruppo facebook Un pino per Castelfusano! stanno cercando di dare il loro contributo per testimoniare quanto sta accadendo in tempo reale.

Qualcuno ha anche tentato di metterli a tacere,  forse perché alcune notizie sono scomode e per chi sta al centro di Roma e non vede quanto accade è meglio immaginare le persone ad Ostia stese al mare, piuttosto che saperle obbligate a combattere da giorni contro incendi, che sembrano non voler cessare neppure per oggi.

Ma loro vanno avanti, mettendoci la faccia. Ed è grazie a persone come queste, agli eroi quotidiani, che invece l'opinione pubblica è costretta a centrare i riflettori su quanto sta accadendo, senza potersi voltare da un'altra parte.

Le immagini ed i video postati sui social hanno una forza enorme, che non può essere tacitata...speriamo che anche in questo caso siano la molla che mette in moto una risposta istituzionale finalmente efficace.

Anche in questa giornata altri alberi hanno smesso di esistere, altri animali hanno perso la vita e con tutti loro anche una parte di ognuno di noi viene meno.

Un tempo la pineta era un luogo di giochi e di scampagnate. La meta della classica gita fuori porta, quando la primavera iniziava a far capolino e tutti eravamo felici di poter stare un pò di più all'aria aperta.

Ora la cenere sta prendendo il posto del verde e il panorama, in alcune zone, è davvero triste e contornato da un'aurea di morte e di devastazione.

Servono risposte! Esercito, marines, prestigiatori, trapezisti...basta promesse ora quel che tutti chiediamo sono solo fatti!

#collaborazionipetfriendly Rat Rescue Italia, un ratto per amico


Nell'ambito della nuova rubrica del blog Collaborazioni pet friendly, questa volta mi sono imbattuta in un'associazione davvero particolare, la Rat Rescue Italia, che si occupa del recupero e dell'adozione dei ratti.

Si, si avete capito proprio bene: ratti! Non è uno scherzo delle temperature elevate di questi giorni, che mi hanno portato a scrivere una cosa per un'altra. Questo gruppo di volontari dal 2013 segue proprio i ratti, quelli che generalmente sono additati come "animali orrendi, sporchi, nemici della popolazione, portatori di malattie" e chi  più ne ha più ne metta...

Oggi, invece, voglio presentarvi l'altra faccia di questi simpatici animali, il loro lato più giocherellone ed affettuoso, quello che condividono con noi umani, in quanto mammiferi sociali.

Le foto da sole già la dicono lunga, ma a guidarci in questo viaggio all'interno di un mondo, almeno per me - lo ammetto - quasi del tutto sconosciuto è stata Giulia Tonini, volontaria di Rat Rescue Italia, che gentilmente ha risposto a tutte le mie domande.

Io: Come e quando nasce Rat Rescue Italia?

GT: «La nascita della nostra associazione è legata a un particolare episodio che risale ormai al 2013.  Verso la fine dell’estate di quell’anno un grosso allevamento di ratti da pasto del centro-nord decise di chiudere i battenti e per la trentina di ratti rimasti invenduti il destino aveva riservato un futuro più roseo. Il proprietario dell’allevamento era infatti disposto a cederli gratuitamente ai primi che gli avessero tolto “il problema”.
La notizia cominciò a girare sul web, attirando l’attenzione di alcuni di noi, appassionati di ratti da tempo e già singolarmente dediti  alla divulgazione di informazioni relative alla corretta gestione di questi animali, al loro recupero da condizioni sfavorevoli e al loro ricollocamento presso nuove famiglie.
Abbiamo quindi deciso di unire le forze e attivarci per il recupero di questi animali, per poter garantire a ognuno di loro un futuro dignitoso. Da qui nasce Rat Rescue Italia».


Io: di cosa vi occupate e qual'è la vostra mission?

GT: «Come anticipato, i punti cardine della nostra attività come associazione sono sostanzialmente due: da un lato ci occupiamo del recupero di ratti domestici non voluti o abbandonati e del loro successivo ricollocamento presso famiglie che se ne prendano cura per il resto della loro vita.

Dall’altro è per noi fondamentale occuparci della diffusione di informazioni relative alla corretta gestione del ratto come animale domestico, per far sì che le persone che in futuro decideranno di condividere la propria vita con questi meravigliosi animali possano farlo in maniera del tutto consapevole. Siamo convinti che se ogni persona che prenderà con sè dei ratti lo farà conscia dell’impegno che si sta assumendo e informata circa le loro necessità, il numero di animali presi e poi ceduti con leggerezza potrà diminuire».

Io: quali progetti avete seguito fino ad ora?

GT: «In questi anni abbiamo visto crescere moltissimo la nostra associazione: siamo partiti in quattro, lavorando attraverso un piccolo gruppo di Facebook.
Col passare del tempo siamo riusciti a creare un network di collaboratori che ci consente di operare con successo su quasi tutto il territorio nazionale, sia per quanto concerne i recuperi che per le adozioni. Abbiamo inoltre progressivamente allargato i nostri canali divulgativi creando una pagina Facebook ufficiale e un sito internet dove abbiamo raccolto tutte le informazioni relative alla nostra associazione e alla gestione dei ratti domestici.
Abbiamo una newsletter periodica attraverso la quale informiamo tutte le persone che ci seguono circa le attività dell’associazione e le novità.
Partecipiamo inoltre ad eventi con banchetti informativi e spessissimo portiamo con noi i nostri ratti per consentire al pubblico di conoscerli più da vicino e, se se la sentono, di interagire con loro: per noi è sempre un successo vedere che persone che hanno dei forti pregiudizi nei confronti di questi animali li rivalutano, scoprendo che si tratta di dicerie del tutto infondate.
Abbiamo recuperato centinaia di ratti ogni anno che abbiamo ricollocato in nuovi nuclei famigliari che han garatito loro serenità e cure per il resto della loro vita.
Tra i vari progetti svolti, uno degli ultimi a cui stiamo lavorando e sul quale vorrei porre l’attenzione è la creazione di “The Rat Press”, la prima rivista italiana del ratto da compagnia. Si tratta di una rivista trimestrale in formato digitale che vedrà convergere la professionalità di diverse figure del settore in un unico prodotto. Il primo numero è uscito a giugno e stiamo lavorando al secondo, che sarà disponibile gratuitamente per tutti gli associati. Siamo molto orgogliosi di questi traguardi e siamo determinati nel continuare su questa strada».

Io: quali progetti avete in programma?

GT: «Le idee che ci frullano in testa sono tante, dalla creazione di un canale Youtube in cui raccogliere video informativi e gestionali, all’organizzazione di congressi nazionali nei quali intervengano come relatori professionisti ed esperti di settore, passando per l’apertura di un rifugio che possa consentirci di aumentare il numero di animali ai quali poter garantire un futuro migliore.
Per ora il nostro obiettivo principale è continuare a crescere e consolidare tutte le attività che ci vedono impegnati oggi, nella speranza di continuare ad avere solide basi sulle quali costruire nuovi progetti».

Io: ricevete finanziamenti pubblici o siete autofinanziati?

GT: «La nostra è una realtà no-profit, basata sul volontariato. Non riceviamo alcun finanziamento pubblico; tutte le entrate sono costituite da donazioni di privati che intendono sostenere le nostre attività attraverso donazioni sia di denaro che di materiali utili per la gestione dei ratti che abbiamo in carico».

Io: se qualcuno volesse, come potrebbe aiutarvi?

GT: «Ci sono moltissimi modi per aiutarci. Includo un elenco dettagliato, i cui contenuti possono poi essere approfonditi nella sezione “come aiutarci” del nostro sito.
Come già detto per noi è molto importante diffondere informazioni relative a una corretta gestione del ratto da compagnia: più la nostra associazione sarà conosciuta, più ratti avremo modo di aiutare. Quindi per aiutarci potete condividere le nostre schede informative, distribuirle ai veterinari della vostra zona o nei negozi e parlare di noi e dei ratti a quante più persone possibile.

zooplus.itI ratti che abbiamo in carico cercano tutti una casa: aiutateci quindi a diffondere i loro appelli e se viaggiate da una città all’altra e avete modo di portare un trasportino informateci sulla tratta che fate, poichè potrebbe esserci utile un passaggio per mandare i rattini in adozione.

La nostra associazione interviene per emergenze su tutto il territorio nazionale: non abbiamo una sede e i ratti vengono ospitati presso le abitazioni dei volontari. Talvolta siamo talmente pieni di animali che dobbiamo attendere che alcuni vadano in adozione per poterne accogliere altri. Un grosso aiuto è costituito quindi da quelle persone che decidono di offrirsi come affidatari per uno stallo temporaneo: si tratta di persone che si prendono cura di un paio di ratti in attesa che trovino adozione definitiva.

Una buona fetta delle nostre entrate è costituita dai tesseramenti e dalle vendite di gadget. Potete quindi sostenerci diventando soci, acquistando articoli del nostro shop online ma anche – se siete artisti, artigiani o proprietari di uno store – offrire il vostro talento e la vostra professionalità agli animali di cui ci occupiamo e collaborare con noi stringendo una partnership con la nostra associazione.

Infine è possibile fare una donazione di denaro, attraverso bonifico bancario, Postepay o Paypal».

Ora quante cose che abbiamo scoperto su questi simpatici animali. Spero che possano essere utili per guardarli con occhi diversi, ogni volta che ne incontriamo uno in strada...

Come per i gabbiani, le cornacchie, i pappagalli ed i ricci, anche per i ratti vale la stessa regola: sarebbero più felici in campagna che in città, quindi non sono degli intrusi, ma solo piccoli esseri viventi, che condividono con noi alcuni spazi.

Magari a qualcuno questa visione non piacerà, tuttavia la realtà è questa: siamo animali tra gli animali e  sta a noi scegliere da che parte stare: sostegno delle altre creature o carnefici.

Io scelgo la prima da sempre...e vedo che molti altri fanno la stessa cosa!

Sabrina Rosa

mercoledì 26 luglio 2017

"Un pino per Castelfusano!" ecco la risposta social della popolazione romana agli incendi di questi giorni



Mentre ogni giorno continuano a scoppiare nuovi incendi nella pineta di Castel Fusano e, soprattutto, in attesa che le istituzioni possano dare  una risposta forte e decisa, la popolazione scende in campo e lo fa nel modo più immediato possibile: attraverso i social.

Nasce, così, su facebook il gruppo Un Pino per Castelfusano!, che al momento conta già 26.625 membri e che racconta, di ora in ora, quanto sta accadendo mediante foto, resoconti e testimonianze di chi vive in quella zona e - come ogni essere umano, che tale possa definirsi - vuole difendere ad ogni costo la pineta ed i suoi abitanti.

Ettari di verde in fiamme, animali che hanno perso la vita a causa dei roghi, cittadini avvolti da nuvole nere da giorni eppure continuano a nascere nuovi focolai. Incendi dolosi? Eventi naturali causati dalla siccità? La cittadinanza chiede risposte e le vuole subito.

Il potere dei social, quando usati con intelligenza, non è mai da sottovalutare. L'incisività delle immagini, dei video in diretta arriva direttamente nelle coscienze di chi una coscienza ce l'ha e non ha paura di metterci la faccia pur di difendere un bene comune. E se non lo è la pineta di Ostia un bene comune di tutti noi, allora di cosa stiamo parlando?
- Foto presa dal sito corriere.it -

In questi giorni ho trattato altre volte il tema degli incendi, perché distruggono vite animali e vegetali, che non torneranno più e che ci rendono un pò più poveri, in quanto esseri animali noi stessi per primi.

Io non abito in quella zona, ma là vive parte della mia famiglia. E, in ogni caso, in una visione biocentrica, non sono i confini municipali a fare la differenza, perché è nostro dovere proteggere il verde a prescindere da dove si trovi!

Gli alberi sono i polmoni del nostro mondo, possibile che nessuno ci pensi quando devasta e dà fuoco?

Da romana, ma non solo...da persona che ama questo pianeta e che tenta ogni giorno di trovare nuove soluzioni per vivere in pace con il resto delle forme viventi, di cui è popolata la nostra terra, è davvero un dolore forte vedere ceneri di alberi antichi ammassate in terra, a testimoniare la violenza della forza distruttrice dell'uomo.

Immaginare il dolore degli animali, che hanno perso la vita a causa delle fiamme, la paura che avranno provato non fa altro che ferirmi profondamente ed è impossibile pensare che tutto, invece, sembra andare avanti per la propria strada.

Perciò vedere che c'è chi lotta per proteggere questo spazio di Capitale è una boccata di ossigeno in una città, che ultimamente ci propone, invece, sempre più coltri nero di fumo e non solo a causa degli incendi.

Sabrina Rosa


martedì 25 luglio 2017

#collaborazionipetfriendly Vi presento l'associazione Gaia, animali & ambiente, attiva nella difesa dell’ambiente, degli animali, della salute




Come preannunciato qualche tempo fa, eccomi qui per dare avvio ad un nuovo spazio, completamente gratuito, interamente dedicato alle realtà profit e no-profit, che promuovo la cultura pet friendly.

Iniziamo, quindi, con la presentazione dell'associazione Gaia, animali & ambiente, che ha sede a Milano in Corso Garibaldi 11.

Si tratta di un ente onlus, nato nel 1995 per volere del giornalista e ambientalista Stefano Apuzzo, del ricercatore - storico dell’ambiente e giornalista specializzato in tema di animali ed ecologia Edgar Meyer (attuale presidente) e dello scrittore e direttore editoriale di Lifegate Magazine e Lifegate Radio Stefano Carnazzi

L'associazione Gaia ha quale mission la promozione di battaglie eco-animaliste (quali la tutela dell'ambiente, degli animali e della salute umana), rese possibili grazie al supporto di azioni di sensibilizzazione, di informazione e di divulgazione.

Accanto ai fondatori sono da ricordare anche altri nomi illustri, che hanno partecipato alla nascita ed alla crescita di Gaia, come quello dell'etologo Giorgio Celli, del presidente del WWF Fulco Pratesi, dell'autore televisivo Paolo Limiti e dei veterinari Mauro Cervia e Fabio Borganti.

Uno staff di eccellenza, all'interno del quale esponenti di differenti discipline hanno portato ognuno la propria professionalità per riuscire a creare un'équipe multidisciplinare, che potesse essere in grado di poter dare risposte funzionali alle varie esigenze del momento.

E, così, nel corso degli anni l'associazione Gaia ha raggiunto diversi successi portando avanti numerose campagne:

·    la campagna per le adozioni a distanza, che contribuisce al mantenimento di cani e gatti nei canili e gattili di Vigevano, Gaggiano, Mortara e Bergamo; l’aiuto a canili e gattili in difficoltà; la campagna per il salvataggio di cani in Romania con la costruzione di un rifugio per 150 animali,
·    le 15.000 cartoline inviate al Commissario UE all’Ambiente ed al Commissario alla Pesca, per fermare il massacro di cuccioli di foca,
·    il contributo all’approvazione di importanti leggi, come l’art. 727 del Codice penale che punisce i maltrattamento agli animali (ora evoluto nella legge 189/2004), e la detraibilità delle spese veterinarie dal 740,
·    l’ottenimento di menù biologici (con alternativa vegetariana) nelle refezioni scolastiche delle scuole di vari Comuni della Provincia di Milano,
·    i progetti a difesa delle foreste primarie del Gabon e per il trasferimento tecnologico in Africa (Green internet point),
·    l’apertura di Gaia Lex, centro di azione giuridica per gli animali e l’ambiente, che si occupa di intraprendere ogni iniziativa legale opportuna in favore dei diritti animali e della salvaguardia ambientale. Il pool di avvocati nasce per dare una risposta alla richiesta di assistenza legale da parte di cittadini, associazioni e altri soggetti sulle tematiche ambientali, sulla difesa e tutela degli animali
·    la pubblicazione di dossier, indagini e libri tascabili, tra cui: “A scuola di salute con il pulcino bio bio”, “Quattro sberle in padella: difendersi dall’inquinamento alimentare”, “Fido non si fida. Difenderli da scatoletta pazza” (Stampa Alternativa), “Zampe pulite” (Costa & Nolan), “Anche gli animali vanno in paradiso” (Mediterranee), “I Pionieri dell’ambiente” (Carabà), “Storia ambientale: una nuova frontiera storiografica” (Teti editore), “Vademecum Hi tech & ambiente” (EdizioniAmbiente-Ecoqual’It), “Fido non si fida” (Stampa Alternativa), “Ecoalfabeto” (Stampa Alternativa) ecc,
·    le collaborazioni e pubblicazioni per pubbliche amministrazioni sulla sicurezza alimentare, l’ecologia domestica, la civile convivenza con gli animali, la riduzione ed il recupero-riciclaggio dei rifiuti,
·    la realizzazione, in collaborazione con la società BrandEvolution e l’associazione Rinenergy, della rivista Ecoideare, bimestrale di idee, cultura e fatti sullo sviluppo sostenibile e la green economy
·    le collaborazioni con riviste, stampa settimanale e quotidiana, siti e enti. Attualmente l’associazione gestisce, tramite i propri consiglieri, una rubrica (Diritti & Doveri) sul free-press specializzato Pets & The City, una rubrica (Zampe in Comune) sul mensile Quattrozampe, una rubrica settimanale (Zampe pulite) sui canali televisivi Telecolor – Primarete – Salute & Natura, una rubrica settimanale su Radio Lombardia ecc
·    l’apertura di una collana editoriale (Ecoalfabeto - I libri di Gaia) con l’editore Stampa Alternativa, che dal 2005 pubblica testi su ambientalismo, vivere bio e sano, animalismo e cultura aggiungendosi alle pubblicazioni che da anni contribuiscono ad approfondire le tematiche principali su ambiente, animali e società
         la campagna “almore-love food” che, in collaborazione con l’azienda di petfood Almo Nature, dona mensilmente tonnellate di cibo a rifugi per cani e gatti in difficoltà di tutta Italia

zooplus.it
Ad oggi quest'associazione, perciò, ha portato a termine tantissime campagne e ne sta seguendo molte altre con l'entusiasmo e la passione, che da sempre animano i suoi volontari.

Per noi Romani, in particolare, Edgar Meyer, PRESIDENTE DI GAIA, in qualità di responsabile della delega ai diritti animali di Roma Capitale, insieme a Rosalba Matassa, Garante degli animali capitolini alla direzione della Tutela dei diritti animali del dipartimento Ambiente del Campidoglio, ha redatto una guida online, contenente preziose informazioni sui servizi presenti nella nostra città: numeri utili, cliniche veterinarie e indicazioni sulla corretta gestione degli animali durante il periodo estivo. Per consultarla potete scaricarla a questo link.

Ricordo, quindi, a tutti che questo blog offre pubblicità e recensioni gratis per aziende, ristoranti e strutture ricettive, associazioni ed enti del Terzo Settore vicini ai nostri amici a 4 zampe. Se, dunque, siete gestori di un locale vegetariano/vegano o di un albergo in cui i cani sono ben accetti o producete alimenti per animali cruelty free e molto altro ancora, basta solo inviare una mail e il gioco è fatto...passate parola!!!

Sabrina Rosa

venerdì 21 luglio 2017

24-30 luglio, "Settimana contro Eurospin" promossa da Animal Equality. Partecipa anche tu alla protesta



Parte il prossimo 24 luglio la settimana contro Eurospin promossa da Animal Equality.

Si tratta di un'iniziativa di protesta nata dalla scelta (direi alquanto opinabile) dell'azienda di voler continuare a vendere uova prodotte da galline prigioniere in gabbia.

Ormai, grazie alle inchieste investigative condotte dalle associazioni animaliste - e in questo Animal Equality è sempre in prima linea - tutti noi sappiamo in quali condizioni di vita siano costrette a passare la loro breve esistenza le galline ovaiole, quanta sia la loro sofferenza e quali e quante crudeltà debbano subire ogni giorno. Quindi tenerle in gabbia è davvero l'estrema malvagità che possa essere perpetrata contro questi poveri animali!

Già da marzo l'Eurospin era stata contattata in merito. Animal Equality, infatti, aveva raccolto 20.000 firme per chiedere che si adottasse una politica di vendita diversa, ma l'Amministratore delegato dell'azienda, Romano Mion, al quale è stata consegnata la petizione, non sembra abbia minimamente preso in considerazione la cosa.

Di conseguenza nel corso della prossima settimana - quella che va dal 24 al 30 luglio - all'interno dell'evento facebook dedicato all'iniziativa, ogni giorno verranno indicate delle azioni diverse da mettere in atto, per far sentire che sono tante le persone che non approvano questo modo di trattare le galline (come qualunque altro animale!).

Intanto iniziamo con il condividere l'evento e con il promuoverlo (io già ho iniziato, come è facilmente intuibile). Dopo di che per aiutare potete anche firmare la petizione, basta davvero pochissimo tempo, e mettere un like e ritwittare il tweet di Animal Equality per far sentire che siamo in molti a dire no allo sfruttamento animale.

Sabrina Rosa



Animali in città. Ecco perché è importante lasciare acqua per tutti



Ho scattato questa foto qualche giorno fa proprio vicino casa mia e, mentre osservavo la splendida cornacchia intenta a bere, ammiravo, soprattutto, la sua intelligenza.

Infatti, è prima rimasta ad osservare la situazione dall'alto, al sicuro sul ramo di un albero; poi lentamente è scesa e si è fermata sul marciapiede e, solo dopo essersi assicurata che nessun pericolo potesse essere all'orizzonte, ha deciso di posarsi sulla fontanella e di dissetarsi.

In questi giorni di caldo intenso lasciare ciotole dell'acqua a disposizione dei randagi e non solo o, quanto meno, lasciare che gli animali possano dissetarsi anche alle fontanelle pubbliche è un minimo gesto che si possa fare, anche se non sempre sembra sia così.

D'accordo che non è igienico far attaccare il proprio cane alle fontanelle, ma anche qui basta poco - io metto una mano a mò di ciotolina, il cane beve e nessuno si disturba -, per cui serve esclusivamente un pò di buonsenso e il problema si risolve.

Soprattutto in una città come Roma, che in quanto a pulizia ed igiene lascia davvero a desiderare...



Ma niente. Ci ostiniamo a pensare che lo spazio cittadino sia solo e soltanto nostro e di nessun altro.

Come se poi cornacchie e gabbiani, ad esempio, fossero felici di stare qui piuttosto che in campagna le prime e al mare i secondi. Per non parlare dei pappagallini e dei piccioni.

Alcuni negozianti mettono delle ciotoline con l'acqua davanti ai propri negozi. Anche il mio veterinario, grandissimo dott. Andrea Lanza e staff (Silvia Sebasti, Michela Pettorali, Francesco Menicagli), proprio all'ingresso dell'ambulatorio ha posizionato un contenitore con dell'acqua ed un altro con dei croccantini. E, esattamente come sotto casa, si è ripetuta la scena di una cornacchia planata sul marciapiede per prendere pappa ed abbeveraggi.

Piccoli gesti che fanno la differenza, che ci insegnano - o meglio ci ricordano - che in questo mondo siamo creature tra le creature e non usurpatori di spazi.

In questi giorni in cui gran parte della nostra città brucia (e probabilmente proprio per mano umana) qualcun altro ha ancora la capacità di provare compassione (nel senso più intimo del termine) per gli animali ed è questo il vero miracolo. Saper riconoscere in qualsiasi essere vivente la vita ed assumersi la responsabilità di prendersene cura, perché si tratta di un bene prezioso ed unico.

Non importa che sia un cane o un gatto o una cornacchia, l'importante è apprezzare la diversità e smontare nella propria testa qualsiasi presunzione antropocentrica per lascia spazio a quel biocentrismo, che renderebbe questo pianeta non solo più pacifico, ma soprattutto più libero e felice.


Sabrina Rosa